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Von der Leyen, pronti a un tetto al prezzo del gas per produrre elettricità. Satelliti contro i sabotaggi dei gasdotti #adessonewsitalia

L’Europa ha ridotto il suo consumo di gas, ha riempito gli stoccaggi al 90% ben sopra i livelli dell’anno scorso, ha iniziato a tagliare il cordone con la Russia. Ma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, indica che sono necessari molti altri sforzi, in un momento delicato per le spaccature tra Stati membri sui temi del tetto al prezzo del gas e del finanziamento di iniziative comuni per fronteggiare i rincari dei prezzi energetici e l’inflazione in genere.

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Un tetto al prezzo del gas per l’elettricità

“I prezzi elevati del gas fanno lievitare i prezzi dell’elettricità. Dobbiamo limitare questo impatto inflazionistico del gas sull’elettricità ovunque in Europa. Per questo motivo, siamo pronti a discutere un tetto al prezzo del gas utilizzato per generare elettricità. Questo tetto sarebbe anche un primo passo verso una riforma strutturale del mercato dell’elettricità”, ha detto von der Leyen intervenendo alla plenaria del Parlamento Europeo.

“Dobbiamo considerare i prezzi del gas anche al di là del mercato dell’elettricità. Un simile tetto ai prezzi del gas deve essere concepito in modo adeguato per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento. E si tratta di una soluzione temporanea per far fronte al fatto che il Ttf, il nostro principale parametro di riferimento per i prezzi, non è più rappresentativo del nostro mercato, che oggi comprende più Gnl”, ha aggiunto. Un chiarimento in questo senso è arrivato anche dal portavoce della Commissione Eric Mamer, che ha chiarito che la Commissione europea sta lavorando su due tipi di tetto al prezzo del gas: una è “un price cap sul gas utilizzato per generare elettricità” e l’altro riguarda “un cap sull’energia scambiata in Europa fin tanto che stiamo lavorando a una riforma dell’indice Ttf”.

Proprio sull’individuare un nuovo riferimento di mercato è in arrivo anche il piano italiano, annunciato dal ministro Cingolani nei giorni scorsi. Un piano che il Mite sta impostando cercando una forchetta massima di variazione per il prezzo del gas all’interno dell’Unione europea, facendo una media ponderata fra gli indici delle principali borse mondiali degli idrocarburi: dovrebbe quindi tenere conto non solo della quotazione della Borsa di Amsterdam Ttf, fino ad oggi riferimento per l’Unione, ma molto volatile, ma anche di quella di mercati più grandi e stabili: il Jkm dell’Estremo Oriente, usato da Giappone, Corea, Cina e Taiwan, l’Henry Hub statunitense, e pure la borsa londinese del petrolio Brent, quello del mare del Nord.

 

Rafforzare gli acquisti comuni

Sempre in tema di gas, la presidente dell’esecutivo europeo ha indicato: “Dobbiamo rafforzare gli acquisti congiunti di gas, è nel nostro interesse comune. L’anno prossimo dovremo riempire di nuovo gli stoccaggi e dobbiamo evitare lo scenario in cui gli Stati membri si fanno concorrenza tra loro per avere il gas, portando su i prezzi per l’Europa”. Per il momento sono stati raggiunti importanti risultati sulle forniture e sui consumi “Abbiamo ridotto il nostro consumo di gas di circa il 10% – ha indicato von der Leyen -Le forniture di gas russe da gasdotto sono diminuite dal 40% al 7,5% di oggi. Abbiamo compensato questa riduzione con l’aumento delle importazioni di Gnl e gasdotti, principalmente dai nostri fornitori affidabili come gli Stati Uniti e la Norvegia”. E ancora, ha detto all’aula di Strasburgo nel dibattito sull’Ucraina. “Lo stoccaggio di gas nell’Ue è ora al 90%. Questo è il 15% in più rispetto allo stesso giorno dell’anno scorso”.

Von der Leyen ha anche indicato cinque punti per proteggere le infrastrutture energetiche dell’Ue. Primo punto, ha spiegato, “dobbiamo essere più preparati”, e in tal senso “abbiamo approvato una nuova legislazione che rafforzerà la resilienza delle entità critiche dell’UE”. In secondo luogo, “dobbiamo sottoporre a stress test la nostra infrastruttura”, al fine di “identificare i suoi punti deboli e preparare la nostra reazione a interruzioni improvvise”. Il terzo punto consiste “nell’aumentare la nostra capacità di risposta attraverso il nostro meccanismo di protezione civile dell’Unione già in atto”. “In quarto luogo, faremo il miglior uso della nostra capacità di sorveglianza satellitare per rilevare potenziali minacce”, ha proseguito in riferimento alla minaccia di sabotaggi come si è visto sui tubi di Nord Stream. Infine, “rafforzeremo la cooperazione con la Nato e i partner chiave come gli Stati Uniti su queste questioni critiche”.

Fondi comuni per potenziare RePowerEu

Un passaggio del suo intervento è andato anche alla questione di dotarsi di nuovi fondi comuni per affrontare l’inflazione. Ieri si era registrata una spaccatura sulla proposta lanciata dai commissari Gentiloni (Italia) e Breton (Francia) di replicare uno strumento come Sure (l’assicurazione europea contro la disoccupazione adottata durante la crisi del Covid) per l’emergenza energetica. Proposta che ha subito trovato la contrarietà di Germania, Olanda o Austria. Su questo, von der Leyen ha aperto: “Penso che dovremmo potenziare ulteriormente RePowerEU con ulteriori finanziamenti, finanziamenti comuni. In questo modo tutti gli Stati europei possono accelerare gli investimenti necessari”.

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Via libera al nuovo pacchetto di sanzioni

Dalla Ue è intanto arrivato l’accordo tra i 27 sul nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, incluso il price cap al petrolio. Il via libera, a quanto si apprende, è arrivato in mattinata nel corso del Coreper, la riunione dei Rappresentanti dei Paesi membri. La formalizzazione dell’approvazione dell’ottavo pacchetto arriverà per procedura scritta.

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“https://www.repubblica.it/economia/2022/10/05/news/von_der_leyen_price_cap_gas_elettricita-368648618/”

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