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Centrale di committenza #adessonewsitalia

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La centrale di committenza è una stazione appaltante che aggiudica appalti, stipula accordi quadro e gestisce sistemi dinamici di acquisizione

Per procedere all’indizione di una gara, le stazioni appaltanti hanno bisogno di una qualificazione. Se non possiedono tale qualificazione possono, in ogni caso, procedere all’affidamento di lavori, servizi o forniture facendo ricorso ad una centrale di committenza definita dagli artt. 37 e 38 del dlgs 50/2016.

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Centrale di committenza, cos’è

L’art. 3 del codice appalti definisce la centrale di committenza come un’amministrazione aggiudicatrice o un ente aggiudicatore che fornisce attività di centralizzazione delle committenze e attività di committenza ausiliarie.

In sostanza è una stazione appaltante centralizzata che si occupa di aggiudicare appalti, stipula accordi quadro e gestisce sistemi dinamici di acquisizione per altri enti.

Attività di centralizzazione delle committenze

Le attività di centralizzazione delle committenze sono attività svolte su base permanente che riguardano:

  • l’acquisizione di forniture o servizi destinati a stazioni appaltanti;
  • l’aggiudicazione di appalti o la conclusione di accordi quadro per lavori, forniture o servizi destinati a stazioni appaltanti.

Attività di committenza ausiliarie

Le attività di committenza ausiliarie consistono nella prestazione di supporto alle attività di committenza. Nello specifico, nella forma di:

  • infrastrutture tecniche, che consentano alle stazioni appaltanti di aggiudicare appalti pubblici o di concludere accordi quadro;
  • consulenza tecnica, in materia di svolgimento o progettazione delle procedure di appalto;
  • preparazione delle procedure di appalto, in nome e per conto della stazione appaltante interessata;
  • gestione delle procedure di appalto, in nome e per conto della stazione appaltante interessata.

Affidamenti e soglie

Per acquisti di forniture e servizi di importo inferiore  a 40.000 euro e di lavori di importo inferiore a 150.000 euro, le stazioni appaltanti possono procedere direttamente e autonomamente attraverso gli strumenti di acquisto messi a disposizione dalle centrali di committenza.

Per procedure di importo superiore a 150.000 euro, le stazioni appaltanti devono essere in possesso della necessaria qualificazione come previsto dall’art. 38 del codice appalti, ottenuta secondo criteri e procedure stabilite dall’ANAC e basati su qualità, efficienza e professionalità.

Per acquisti di forniture e servizi di importo superiore a 40.000 euro e inferiore alla soglia comunitaria e per lavori di manutenzione ordinaria di importo compreso tra 150.000 euro e 1 milione di euro, le stazioni appaltanti in possesso della necessaria qualificazione possono utilizzare, anche autonomamente, gli strumenti telematici di acquisto forniti dalle centrali di committenza.

A cosa serve la centrale di committenza?

La centrale di committenza consente alle stazioni appaltante prive di qualificazione necessaria per l’acquisto di lavori, servizi e forniture, di ricorrere ad essa per l’acquisto.

Consip S.p.a. è la centrale di committenza a livello nazionale. Esistono anche delle centrali di committenza regionali (istituite dalla legge finanziaria del 2007) che, insieme a Consip S.p.a., costituiscono un “sistema a rete” per il ottenere piani di razionalizzazione della spesa pubblica, nonché sinergia di utilizzo di strumenti informatici finalizzati all’acquisto di beni e servizi (art. 1, comma 457, Legge n. 296/2006).

Cosa fa la centrale di committenza?

Il comma 7 dell’art. 37 del codice appalti prevede che le centrali di committenza possano:

  • aggiudicare appalti;
  • stipulare ed eseguire i contratti per conto delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori;
  • stipulare accordi quadro ai quali le stazioni appaltanti qualificate possono ricorrere per l’aggiudicazione dei propri appalti;
  • gestire sistemi dinamici di acquisizione e mercati elettronici.

Inoltre, se qualificate, possono svolgere attività di committenza ausiliarie in favore di altre centrali di committenza o per una o più stazioni appaltanti in relazione ai requisiti di qualificazione posseduti e agli ambiti di riferimento individuati al comma 5.

Quali sono le centrali di committenza qualificate?

Con la delibera 141 del 30 marzo 2022, l’ANAC definisce quali sono le centrali di committenza qualificate di diritto, ovvero:

  • il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (compresi i Provveditorati interregionali per le opere pubbliche);
  • Consip S.p.a.;
  • INVITALIA (agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a.);
  • difesa servizi S.p.a.;
  • sport e salute S.p.a..

Sono qualificate, invece, con riserva le stazioni uniche appaltanti delle città metropolitane e delle province.

Qualificazione delle stazioni appaltanti e centrali di committenza

Le stazioni appaltanti e le centrali di committenza per essere qualificate devono, necessariamente, essere iscritte ad AUSA (anagrafe unica delle stazioni appaltanti), essere dotate di personalità giuridica e avere la disponibilità di piattaforme telematiche nella gestione delle procedure di gara.

L’art. 38 del codice appalti prevede l’istituzione presso l’ANAC di un apposito elenco delle stazioni appaltanti qualificate di cui fanno parte anche le centrali di committenza. La qualificazione è conseguita in rapporto ai bacini territoriali, alla tipologia e complessità del contratto e per fasce di importo.

La qualificazione delle stazione appaltanti e delle centrali di committenza attesta la loro capacità di gestire direttamente, secondo criteri di qualità, efficienza e professionalizzazione e nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza, le attività che caratterizzano il processo di acquisizione di un bene, di un servizio o di un lavoro.

Essa può riguardare i lavori, i servizi e le forniture oppure entrambe le tipologie contrattuali.

L’elenco delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza è istituito presso l’ANAC sulla base di un sistema di qualificazione finalizzato a garantire:

  • capacità di progettazione;
  • capacità di affidamento;
  • capacità di verifica sull’esecuzione e controllo dell’intera procedura, incluso il collaudo e la messa in opera.

Questi aspetti vengono valutati in funzione dei requisiti di base e dei requisiti premianti, indicati nel dettaglio dal comma 4 dell’art. 38 del dlgs 50/2016. L’ANAC definisce il sistema di qualificazione, assegnando alle stazioni appaltanti e alle centrali di committenza un termine per dotarsi dei requisiti necessari.

Requisiti di base e requisiti premianti

I requisiti di base sono:

  • strutture organizzative stabili deputate agli ambiti sopra citati;
  • presenza di dipendenti con specifiche specifiche;
  • sistema di formazione e aggiornamento del personale;
  • numero di gare svolte nel quinquennio;
  • rispetto dei tempi previsti per i pagamenti di imprese e fornitori;
  • assolvimento degli obblighi di comunicazione dei dati sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture che alimentano gli archivi detenuti o gestiti dall’autorità;
  • disponibilità di piattaforme telematiche nella gestione di procedure di gara.

I requisiti premianti sono:

  • valutazione positiva dell’ANAC;
  • presenza di sistemi di gestione;
  • livello di soccombenza nel contenzioso;
  • applicazione di criteri di sostenibilità ambientale e sociale nell’attività di progettazione e affidamento.

Le amministrazioni verificano la sussistenza dei suddetti requisiti e ne danno comunicazione all’ANAC per la qualificazione. La qualificazione conseguita ha una durata di 5 anni e può essere rivista a seguito di verifica da parte dell’ANAC o su richiesta della stazione appaltante.

Inoltre, l’ANAC può disporre la qualificazione con riserva, per dare la possibilità alle stazioni appaltanti e alle centrali di committenza di conseguire i requisiti di qualificazione entro un termine stabilito.

Infine, secondo il decreto semplificazioni (dl 77/2021, art. 51 comma 1 lett. a), la qualificazione sarà necessaria per tutte le acquisizioni di importo pari o superiore a 150.000 euro per i lavori mentre a 139.000 euro per i servizi e forniture.

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